Il velo di Burano nato dalla spuma del mare

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Quando ero piccola, mia nonna mi raccontava spesso una storia su Burano nelle sere d’inverno, quando fuori c’era nebbia e in cucina si sentiva ancora odore di caffè e biscotti appena fatti.

Diceva che tanti secoli fa un giovane pescatore di Burano stava tornando verso casa con la sua barca, poco prima del matrimonio. Il mare era calmo e la laguna quasi immobile. A un certo punto apparvero alcune sirene che cercarono di attirarlo con il loro canto.

Il ragazzo però pensava soltanto alla sua promessa sposa che lo aspettava sull’isola e resistette alla tentazione. La Regina del Mare, colpita dalla sua fedeltà, sollevò allora la spuma bianca delle onde e la trasformò in un velo leggerissimo, così bello da sembrare fatto di luce.

La giovane sposa di Burano lo indossò il giorno delle nozze e tutte le donne dell’isola rimasero incantate da quei disegni delicati, pieni di intrecci e trasparenze. Secondo la leggenda, proprio da quel velo sarebbe nato il merletto di Burano.

Mia nonna diceva sempre che forse non importa sapere se la storia sia vera oppure no. A Burano le leggende sono parte della vita quotidiana, proprio come i panni stesi tra le case colorate, le barche legate ai canali e le signore sedute fuori dalla porta a ricamare nelle giornate di sole.

E ancora oggi, quando entro in un negozio di merletti a Burano e vedo certi lavori fatti a mano, ripenso sempre a quella storia della spuma del mare.

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