To do in Venice

Importanza Storica

Benvenuti nel cuore di Venezia: il Canal Grande, la via d’acqua più iconica della città, dove storia, architettura e vita quotidiana si incontrano in uno scenario unico al mondo.

Già utilizzato nel IX secolo come canale naturale, nel tempo è stato modellato fino a diventare l’arteria principale di Venezia. Si estende per circa 3,8 km e attraversa la città con le sue caratteristiche curve, collegando alcuni dei luoghi più importanti della laguna.

Lungo le sue rive si affacciano palazzi straordinari, costruiti dalle grandi famiglie nobili tra il gotico, il rinascimento e il barocco. Tra questi spiccano Ca’ d’Oro, Palazzo Grassi e Palazzo Papadopoli, simboli di ricchezza e prestigio.

Navigando sul Canal Grande si incontrano anche luoghi iconici come il Ponte di Rialto, il più antico dei ponti sul canale e uno dei panorami più celebri della città.

Il Canal Grande non è solo bellezza: è ancora oggi una via vitale per i veneziani, percorsa quotidianamente da gondole e vaporetti, e teatro di eventi tradizionali come la Regata Storica e il Carnevale di Venezia.

Osservarlo dall’acqua è il modo più diretto per comprenderne davvero il fascino.

La migliore esperienza sul Canal Grande

Vivi il Canal Grande dal vaporetto, mentre l’audioguida ti accompagna con storie, curiosità e suggerimenti lungo tutto il percorso.

IMG_9113

 

Percorri il Canal Grande al tuo ritmo e lasciati guidare tra i palazzi più iconici di Venezia.

Con l’audioguida di Easy Guide Venice, ogni tratto diventa una storia: 
curiosità, aneddoti e dettagli che altrimenti ti sfuggirebbero.

 Ti basta salire su un vaporetto e iniziare ad ascoltare.

  • 26 punti di interesse lungo il percorso
  • Ascolta mentre ti muovi, senza seguire percorsi obbligati
  • Disponibile direttamente nell’app
 

Solo 0,99€

 

I Ponti sul Canal Grande

Il ponte simbolico della città lagunare, e il più antico della città, è il terzo progetto costruito sul sito di Rialto; ma anche prima di quello, fino al XII secolo, il passaggio era garantito da un ponte galleggiante chiamato Quartarolo perché il pedaggio per attraversarlo era di 1 quartarolo, la moneta dell’epoca.

Alla fine del XII secolo fu costruito il primo Ponte di Rialto su progetto dell’ingegnere Nicolò Barattiero, che progettò un ponte di legno chiamato Ponte della Moneta a causa della sua vicinanza alla Zecca dello Stato, ma nel 1310 il Ponte fu coinvolto in un grave incendio e fu distrutto.
Il secondo ponte fu subito costruito nello stesso modo, aggiungendo la parte mobile levatoia per il passaggio delle barche, ma nel 1444 crollò a causa del peso delle persone che erano venute ad assistere alla parata acquatica durante le nozze del Marchese di Ferrara. Nel 1450, il ponte di legno fu già ricostruito, ma fu nuovamente distrutto da un grande incendio che bruciò per sei ore e lo danneggiò irreparabilmente.

Solo nel 1587 iniziò la costruzione del terzo Ponte di Rialto con un unico arco lungo 28 metri, largo 22 metri e alto 7,5 metri. Si erge su due piattaforme laterali in cui sono stati infissi 12.000 pali di legno, e la struttura in pietra bianca è divisa in tre rampe di scale separate da due file di finestre a volta a botte che ospitano 24 negozi.

Il progetto attuale firmato da Antonio Da Ponte fu un lavoro di ingegneria eccessivamente complesso per l’epoca, presentandosi in una sola campata che sembrava difficile da realizzare.
Piccoli crolli impedirono spesso il regolare procedere dei lavori, e poi ci furono le difficoltà legate ai fondi che cominciarono a scarseggiare man mano che il costo aumentava gradualmente. Poiché i crolli accadevano sempre di notte, Antonio decise di nascondersi vicino al cantiere per scoprirne la causa, sospettando che ci fosse un maleficio sulla zona di costruzione.
Al suono del crollo del ponte, sentì una risata agghiacciante provenire da dietro di lui e, girandosi, vide un uomo alto coperto da un lungo mantello nero che affermava che nessun essere umano sarebbe stato in grado di costruire un ponte sul Canal Grande a meno che non fosse disposto a pagare un prezzo molto alto.

Antonio, desideroso di terminare il lavoro, rispose che avrebbe dato la sua anima, ma l’uomo misterioso disse che avrebbe voluto l’anima della prima persona a passare sul ponte una volta terminato. L’architetto accettò, aveva bisogno di completare il lavoro commissionato dalla Serenissima per poter sostenere sua moglie e il loro primogenito in arrivo. Come concordato, il ponte non crollò più ed fu terminato nel 1590. Senza dimenticare la promessa che aveva fatto, l’architetto fece portare dai suoi lavoratori un gallo con l’intenzione di rilasciarlo sul ponte per permettergli di attraversarlo per primo, come richiesto dal diavolo.
Il diavolo, però, non aveva intenzione di essere ingannato da un essere umano, così si trasformò in un operaio e corse a casa di Antonio, con l’intenzione di avvertire sua moglie di un incidente occorso a suo marito sul ponte. La donna corse sul luogo e, dopo aver attraversato il ponte, collassò a terra, perdendo la vita. Il diavolo non solo prese l’anima della prima persona a passare sul ponte, ma punì Antonio prendendo anche quella del bambino nel suo grembo.
Da quel giorno, l’anima del bambino non battezzato vagò sul ponte e chiunque passasse sopra o sotto in una gondola sentiva piangere e starnutire. Tutti erano ansiosi sapendo la storia e si affrettavano a terminare il viaggio, finché un gondoliere rispose ‘salute’ allo starnuto del bambino che, dopo aver ringraziato, lasciò il luogo, come se avesse bisogno di un gesto di attenzione e compassione, che non aveva mai ricevuto perché non era mai nato.
Sembra però che le anime della giovane donna e del suo bambino vaghino ancora sul ponte nelle fredde notti invernali.

Il Ponte degli Scalzi si trova nella parte occidentale di Venezia, attraversa il Canal Grande e collega i sestieri di Santa Croce e Cannaregio. Con la sua architettura elegante e la sua storia, rappresenta uno dei principali punti di riferimento della città.

La costruzione iniziò nel 1931 e si concluse nel 1934 su progetto dell’architetto Eugenio Miozzi. Realizzato in pietra d’Istria, sostituì un precedente ponte in legno del XVI secolo ormai deteriorato.

Il nome deriva dalla vicina chiesa dei Carmelitani Scalzi, un ordine religioso che praticava l’umiltà camminando a piedi nudi.
Il ponte è un arco unico lungo 48 metri e largo 9, caratterizzato da un design armonioso con balaustre in marmo bianco e dettagli decorativi.

Essendo uno dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande, ha un ruolo fondamentale nella mobilità pedonale, permettendo di collegare facilmente due zone molto frequentate della città e offrendo splendide viste sul canale.

La sua realizzazione fu una vera sfida ingegneristica: il progetto dovette tener conto delle correnti, del traffico di imbarcazioni e delle condizioni del fondale, combinando tecniche innovative e tradizionali per garantire stabilità e durata.

Nel tempo è stato oggetto di vari interventi di restauro per conservarne il valore storico e strutturale; l’ultimo importante risale al 2006, quando il ponte è stato pulito, rinforzato e riportato al suo aspetto originale.

Oggi il Ponte degli Scalzi è non solo un passaggio fondamentale, ma anche un luogo molto amato da visitatori, fotografi e coppie, attratti dalle sue prospettive sul Canal Grande.

Attraversarlo significa entrare in contatto diretto con la storia di Venezia, tra funzionalità quotidiana e bellezza senza tempo.

Il Ponte dell’Accademia è uno di quei luoghi che si scoprono davvero solo attraversandoli.
Collega Dorsoduro a San Marco attraversando il Canal Grande e regala una delle viste più suggestive della città.

L’idea di costruire un ponte in questo punto nasce già nell’Ottocento, quando Venezia sentì l’esigenza di migliorare i collegamenti tra le due rive.
Dopo diversi progetti mai realizzati, nel 1854 venne costruito il primo ponte in ferro, progettato dall’ingegnere Alfred Neville. Nel 1933 fu sostituito dall’attuale struttura in legno progettata da Eugenio Miozzi, pensata come soluzione temporanea ma destinata a diventare uno dei simboli più riconoscibili di Venezia.

Il ponte si estende per circa 48 metri ed è caratterizzato da un unico grande arco in legno, una soluzione semplice ed elegante che si integra perfettamente nel paesaggio veneziano. Da qui si apre una vista privilegiata sul Canal Grande e sulla Basilica di Santa Maria della Salute. Ai piedi del ponte si trovano le Gallerie dell’Accademia, rendendolo un passaggio fondamentale per chi vuole scoprire l’arte e la storia della città.

Oggi il Ponte dell’Accademia non è solo un collegamento, ma un punto di osservazione privilegiato: un luogo dove fermarsi, guardare e lasciarsi sorprendere dalla Venezia più autentica.

Il Ponte di Calatrava a Venezia è un capolavoro architettonico che rappresenta l’incontro tra design contemporaneo e la storia millenaria della città.
Progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava, è stato completato nel 2008 ed è diventato rapidamente uno dei punti di riferimento più riconoscibili di Venezia.

Il ponte, il cui nome ufficiale è Ponte della Costituzione, collega la stazione ferroviaria di Santa Lucia al vivace Piazzale Roma, uno degli ingressi principali alla città.
Con le sue linee eleganti e moderne, introduce un elemento contemporaneo che si inserisce con armonia nel contesto veneziano.

La struttura in acciaio, con la sua curva fluida, richiama simbolicamente le forme delle gondole, mentre i gradini in vetro e le balaustre trasparenti trasmettono una sensazione di leggerezza.
Attraversandolo, si aprono scorci suggestivi sul Canal Grande.

Più che un semplice collegamento, il Ponte di Calatrava rappresenta una visione di Venezia proiettata nel presente: una città capace di innovare senza perdere la propria identità.

ITINERARI